Bodega Solaz è una delle più importanti aziende vitivinicole a conduzione familiare in Europa e un punto di riferimento sui mercati internazionali. Per conciliare grandi volumi produttivi e qualità costante, l’enologo José María Nieto ha sviluppato un approccio basato sul controllo dei gas lungo l’intero processo di vinificazione.
L’obiettivo principale era aumentare la shelf life dei vini, in particolare di quelli destinati all’esportazione, garantendo al tempo stesso maggiore omogeneità tra bottiglie e annate.
Alcuni dei nostri clienti conservano i vini per diversi anni, anche quelli bianchi. Quindi, abbiamo fatto tutto il possibile per allungare la durata di conservazione dei nostri vini.
Oltre alla shelf life, la cantina desiderava ridurre le differenze di evoluzione tra i vini. Il primo passo è stato quindi migliorare il controllo dell’ossigeno durante l’imbottigliamento.
Ottenere un TPO basso e costante grazie a corrette pratiche di imbottigliamento
Per identificare tutte le possibili fonti di ingresso dell’ossigeno durante l’imbottigliamento, indipendentemente dal tipo di confezionamento utilizzato (tappi cilindrici, bag-in-box o capsule a vite), la cantina si è dotata del NomaSense O₂ P300.
Sono state introdotte misurazioni sistematiche dell’ossigeno all’inizio, a metà e alla fine di ogni imbottigliamento, con l’obiettivo di verificare il livello di TPO in ciascuna fase del processo. Il TPO (Total Package Oxygen) corrisponde alla quantità totale di ossigeno presente nella bottiglia dopo la chiusura ed è dato dalla somma dell’ossigeno disciolto nel vino e dell’ossigeno presente nello spazio di testa.
I controlli del TPO hanno evidenziato che il maggiore apporto di ossigeno si verificava nelle fasi iniziali dell’imbottigliamento. Per questo motivo sono state implementate pratiche di inertizzazione più efficaci, tra cui l’inertizzazione con azoto dell’intero circuito, dalla vasca fino alla linea di imbottigliamento.
Grazie a queste ottimizzazioni, la cantina è riuscita a ottenere valori di TPO più bassi e costanti dall’inizio alla fine del processo. Ancora oggi, i controlli regolari del TPO vengono effettuati sistematicamente in laboratorio.
“Oggi otteniamo valori di TPO inferiori a 1 mg/L dall’inizio alla fine dell’imbottigliamento, con una media di circa 0,7 mg/L.“, spiega l’enologo.
Dopo aver raggiunto questi risultati durante l’imbottigliamento, l’enologo ha iniziato a concentrarsi anche sulle fasi precedenti del processo produttivo, introducendo controlli lungo tutta la filiera di vinificazione per ottimizzare ulteriormente la shelf life dei vini ed evitare fenomeni di evoluzione precoce.
Abbiamo esteso il controllo dell’ossigeno a tutte le fasi della vinificazione grazie a NomaSense O₂. Queste misurazioni hanno permesso a tutto il team di acquisire una maggiore consapevolezza dell’impatto che anche le operazioni più semplici possono avere sull’assorbimento di ossigeno da parte del vino. Di conseguenza, abbiamo iniziato a lavorare con maggiore attenzione per limitare ogni possibile ingresso di ossigeno.
Gestire l’anidride carbonica disciolta è altrettanto importante quanto controllare l’ossigeno
L’enologo non si è limitato al solo controllo dell’ossigeno. Un altro parametro fondamentale da gestire era infatti la CO₂. “Avevamo bisogno di un metodo affidabile per misurare la CO₂ disciolta nei nostri vini. In cantina utilizzavamo un carbodosatore, ma le misurazioni non offrivano il livello di precisione e ripetibilità necessario. Di conseguenza, non riuscivamo a garantire una perfetta regolarità del contenuto di CO₂ nei nostri vini rossi, un aspetto che può essere particolarmente critico in alcuni mercati.”
Alcuni vini rossi di Solaz, imbottigliati con capsule a vite, richiedono una quantità di CO₂ perfettamente calibrata, che non deve superare i 600 mg/L. “Per questi vini, la concentrazione di CO₂ è stata definita con estrema precisione per sostenere il profilo aromatico fresco e fruttato senza generare sensazioni gassose indesiderate al palato. Ci siamo dotati del NomaSense CO₂ P2000 per misurare con precisione la CO₂ disciolta nei nostri vini e procedere a regolazioni accurate. Inoltre, grazie a questo analizzatore, possiamo verificare che il livello di CO₂ rimanga stabile fino al momento dell’imbottigliamento.”
Come avviene per il controllo dell’ossigeno, anche le misurazioni della CO₂ vengono effettuate regolarmente all’inizio, a metà e alla fine di ogni imbottigliamento.
Oggi i nostri vini presentano livelli di CO₂ perfettamente calibrati e una maggiore omogeneità da bottiglia a bottiglia. Questo ci consente di adattare con precisione il contenuto di CO₂ in funzione dello stile del vino e del mercato di destinazione, rispondendo al meglio alle aspettative dei consumatori nei diversi paesi.
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